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BEN-HUR

(Ben-Hur)




Regia: William Wyler
Cast: Charlton Heston ... Judah Ben-Hur
Jack Hawkins ... Quintus Arrius
Haya Harareet ... Esther
Stephen Boyd ... Messala
Hugh Griffith ... Sheik Ilderim
Martha Scott ... Miriam
Cathy O'Donnell ... Tirzah
Sam Jaffe ... Simonides
Finlay Currie ... Balthasar
Frank Thring ... Pontius Pilate
Terence Longdon ... Drusus
George Relph ... Tiberius Caesar
André Morell ... Sextus
Sceneggiatura: Karl Tunberg, (non accred. Maxwell Anderson, S. N. Behrman, Christopher Fry, Gore Vidal) dal romanzo “A Tale of Christ” del generale Lew Wallace
Fotografia: Robert Surtees, Piero Portalupi, Harold E. Wellman (Technicolor, Mgm Camera 65)
Montaggio: Ralph E. Winters, John Dunning
Scenografia: William A. Horning, Edward Carfagno, Hugh Hunt
Costumi: Elizabeth Haffenden
Trucco: Gabriella Borzelli, Charles E. Parker
Musiche: Miklòs Ròzsa
Regia della II° unità: Andrew Marton, Yakima Canutt, Mario Soldati, (non accred. Sergio Leone)
Regia della III° Unità: Richard Thorpe
Produttore: Sam Zimbalist per la Metro-Goldwyn-Mayer
Anno: 1959 Nazionalità: USA colore 212 min.
11 Oscar: miglior film, regia, attore (Heston), attore non protagonista (Griffith), fotografia a colori, colonna sonora, scenografia e arredamento a colori (arr. Hugh Hunt), costumi a colori (Elizabeth Haffenden), montaggio, suono (Franklin E. Milton - Mgm Studio Sound Deparment), effetti speciali (A. Arnold Gillespie, Robery MacDonald, Milo Lory)
1 Nomination: miglior sceneggiatura non originale
4 Golden Globe: miglior film, regia, attore non protagonista (Boyd), speciale ad A. Marton per la direzione della corsa delle bighe
1 Directors Guild of America: William Wyler
1 New York Film Critics Circle: miglior film
1 National Board of Review: miglior attore non protagonista (Griffith)
1 British Academy: miglior film straniero
2 David di Donatello: miglior produzione straniera, attore (Heston)




Giudea, inizi dell’era cristiana. Sotto l’impero di Tiberio, Messala (Boyd), comandante di una legione romana, torna a Gerusalemme dove ritrova l’amico Ben-Hur (Heston), un patrizio locale. Ben presto però a causa di contrasti ideologici, l’amicizia lascia il posto a un odio feroce.

Terza versione del romanzo del generale Lee Wallace (dopo quelle mute di Sidney Alcott del 1907 e di Fred Niblo del 1925), realizzato negli studi di Cinecittà, con un budget di $ 15 milioni di dollari, Ben-Hur, era il film più costoso che fosse mai stato prodotto: tra le tante sequenze spettacolari tipiche dei kolossal-epico-biblici, va ricordata la corsa delle bighe (della durata di circa 15 minuti), merito degli specialisti della seconda troupe, Andrew Marton e il leggendario stuntman Yakima Canutt (che insegnò a Heston e Boyd a guidare le bighe). Tra i registi della seconda unità, anche Mario Soldati e non accreditato un giovanissimo Sergio Leone aiutante e assistente fotografo per le scena della corsa delle bighe; nella terza unità girò alcune scene (quella navale) anche Richard Thorpe. La sceneggiatura raffinata e spesso poetica, è erroneamente attribuita (solo) a Karl Tunberg, ma in realtà fu estesa con la collaborazione di Maxwell Anderson, S. N. Behrman, Christopher Fry e con lo scrittore Gore Vidal. Parteciparono più di 50.000 comparse, furono realizzati 300 set, e creati 200 gigantesche statue e usati più di 340 acri di terreno (di cui 18 impiegati per la corse delle bighe e la costruzione dell’arena di cui servirono 40.000 mila tonnellate di sabbia, prese dalle spiagge per ricoprirla) e una nave su divisa in due per permettere meglio alle macchina da presa di filmare le scene. Magnifica regia di Wyler, che ha saputo dare umanità a tutta la storia; Charlton Heston è semplicemente splendido (la sua miglior interpretazione), così come Stephen Boyd è perfetto nella parte di un sinistro Messala. Ancora commoventi le scene della nascita di Gesù e della sua morte sul Golgota, riccamente colorate grazie al perfetto uso del Technicolor, aiutato da una messa in scena fatta di migliaia di comparse. Sbancò i botteghini e si aggiudicò 11 Oscar su 12 nomination (non ottenne quella per la sceneggiatura), tutti meritatissimi, un record per decenni imbattuto. Impareggiabile e indimenticabile la superba colonna sonora (premiata) di Ròzsa, dal doppio significato: da una parte è una partitura memorabile, che dà al film uno spessore maggiore, sottolineando magistralmente i contenuti, come la scena dell’incontro tra Ben-Hur e Gesù; dall’altra è la definitiva consacrazione del più grande compositore di Hollywood, il migliore nel ricreare atmosfere sonore per kolossal. Della versione del 1925 di Fred Niblo, Wyler era stato produttore associato. È sicuramente il film che ogni attore avrebbe voluto partecipare. Tutto il film (fu l’unico) è interamente girato a Roma presso gli stabilimenti di Cinecittà, tranne la scena dei lebbrosi fatta nelle grotte di Arcinazzo e l’incontro tra Ben-Hur e Gesù sul calvario girato a Hollywood. Per la scena nella stiva della nave con gli schivi-rematori fu costruito un motore che serviva a vogare automaticamente, affaticando il meno possibile gli attori sulla scena. Uscì nelle sale americane il 18 novembre del 1959 e incassò $ 40.750.000 dollari, ma fino oggi si stima abbia incassato circa 90 milioni di dollari.







































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