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LA BUONA TERRA

(The Good Earth)




Regia: Sidney Franklin
Cast: Paul Muni ... Wang
Luise Rainer ... O-Lan
Walter Connolly ... Uncle
Tilly Losch ... Lotus
Charley Grapewin ... Old Father
Jessie Ralph ... Cuckoo
Soo Yong ... Aunt
Keye Luke ... Elder Son
Roland Lui ... Younger Son
Suzanna Kim ... Little Fool
Ching Wah Lee ... Ching
Harold Huber ... Cousin
Olaf Hytten ... Liu (grain merchant)
William Law ... Gateman
Mary Wong ... Little Bride
Sceneggiatura: Talbot Jennings, Tess Slesinger, Claudine West, (non accred. Frances Marion) dal libro di Pearl S. Buck
Fotografia: Karl Freund
Montaggio: Basil Wrangell
Scenografia: Cedric Gibbons, Harry Oliver, Arnold Gillespie
Costumi: Herbert Neuwirth
Trucco: Jack Dawn, Max Factor, William Tuttle
Musiche: Herbert Stothart
Produttore: Irving G. Thalberg, Albert Lewin per la Metro-Goldwyn-Mayer
Anno: 1937 Nazionalità: USA b/n 138 min.
2 Oscar: miglior attrice (Rainer), fotografia
3 Nomination: miglior film, regia, montaggio




In una provincia cinese, Wang Lung (Muni) è un contadino umilissimo, ma lavoratore onesto e anche un buon risparmiatore, tanto che nel giro di poco tempo riesce a comprare la casa dell’aristocratica famiglia presso la quale la moglie O-Lan (Rainer) lavora come serva. Le ricchezze eccessive porteranno vizi all’interno della famiglia, fino a quando un esercito di cavallette distruggerà tutto richiamando l’intera famiglia alla virtù.

Tratto dal premio Pulizter Pearl S. Buck, uno dei più famosi film dell’epoca, ultimo film prodotto da Thalberg (prima della prematura morte,), è un piccolo classico, reso dal produttore un’opera epica, diretta con estrema abilità da Franklin, in cui si evidenzia l’aspetto dell’umanità corrotta e per questo colpita da catastrofi naturali, qui è il caso delle cavallette, che distruggeranno tutte le ricchezze accumulate con sacrifici, ma in cambio apriranno gli occhi a chi è caduto nel piacere e nei vizi. Ottima la caratterizzazione di Muni, capace di dare al suo personaggio sacralità, ma anche di renderlo incapace di allontanarsi dalle smisurate dissolutezze. La difficoltà maggiore di tutto il film fu la ricostruzione della piantagione cinese, la Mgm spese molto per convertire 500 acri di terreno della San Ferdinando Valley in una provincia cinese, che divennero poi 1500 acri per l’assalto delle cavallette. Altrettante spese furono effettuate per avere degli specialisti agricoli che riproducessero un sistema speciale d’irrigazione del riso e piantassero alcune piante tipiche della cultura cinese. Difficoltà anche nella scelta del regista: prima affidato a George F. Hill, che si uccise, poi a Victor Fleming che si sentì male, così Thalberg dovette chiamare Franklin, aggiungendo ancora spese maggiori, e diede ordine a quest’ultimo di realizzare un film spettacolare. Altro problema fu la colonna sonora, affidata a Arnold Schoemberg, chiese $ 50.000 dollari e Thalberg lo pagò, in seguito il compositore volle che nessuna nota fosse cambiata, ma Thalberg, che non amava questo genere d’imposizioni, rescisse il contratto e affidò tutto nelle mani di Herbert Stothart. Costò alla Mgm $ 2.816.000 dollari, (l’ultimo film con questi costi enormi fu “Ben-Hur” del 1926), ma ne incassò più di $ 3.557.000. Rimarrà grandiosa l’opera fatta da Thalberg, che morì prematuramente e per questo nei titoli del film l’amico produttore Mayer dedicherà un’iscrizione di commemorazione. Uscì nelle sale il 29 gennaio 1937.
































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