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IL COVO DEI CONTRABBANDIERI

(Moonfleet)




Regia: Fritz Lang
Cast: Stewart Granger ... Jeremy Fox
George Sanders ... Lord James Ashwood
Joan Greenwood ... Lady Clarista Ashwood
Viveca Lindfors ... Mrs. Minton
Jon Whiteley ... John Mohune
Liliane Montevecchi ... Gypsy
Melville Cooper ... Felix Ratsey
Sean McClory ... Elzevir Block
Alan Napier ... Parson Glennie
John Hoyt ... Magistrate Maskew
Donna Corcoran ... Grace
Jack Elam ... Damen
Dan Seymour ... Hull
Ian Wolfe ... Tewkesbury
Lester Matthews ... Major Hennishaw
Skelton Knaggs ... Jacob
Richard Hale ... Starkill
John Alderson ... Nathanial Greening
Ashley Cowan ... Tomson
Frank Ferguson ... Coachman
Booth Colman ... Capt. Stanhope
Sceneggiatura: Jan Lusting, Margaret F. Mo dal romanzo di J. Meade Falkener
Fotografia: Robert Plenck (Metrocolor, CinemaScope)
Montaggio: Albert Akst
Scenografia: Cedric Gibbons, Hans Peters
Costumi: Walter Plunkett
Trucco: William Tuttle, Sydney Guilaroff
Musiche: Miklòs Ròzsa
Produttore: John Houseman per la Metro-Goldwyn-Mayer
Anno: 1955 Nazionalità: USA colore 87 min.




Nel 1757, il piccolo John Mohune (Whiteley), rimasto orfano, viene affidato ad un cinico tutore, dedito al contrabbando, Jeremy Fox (Granger), che mira ad impadronirsi della sua misteriosa eredità in combutta con il cinico lord James Ashwood (Sanders).

È un film d’avventure immerso in un atmosfera stevensoniana, raffinato nel ritmo e sapiente nei contrasti cromatici, ben coordinati intorno alle tonalità brune del Metrocolor. Ma la grandezza di Lang si vede nel modo con cui fonde le esigenze narrative del film di genere (la rete di misteri in cui si muove John: società segrete, grotte e caverne), il tema centrale (la scoperta del mondo degli adulti), le preoccupazioni fondamentali della sua ricerca d’autore (gli aspetti negativi della società, la doppiezza e cinismo di Fox e Ashwood), anche aiutato dalle splendide musiche di Ròzsa (una ballata popolare innestata su un turbinio di legni e violini, percussioni e corni per rievocare la furia del mare). Mirabile l’uso del CinemaScope, imposto dalla produzione nonostante la riluttanza di Lang. Uscì nelle sale il 24 giugno 1955.

























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