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GIORNI PERDUTI

(The Lost Weekend)




Regia: Billy Wilder
Cast: Ray Milland ... Don Birnam
Jane Wyman ... Helen St. James
Phillip Terry ... Wick Birnam
Howard Da Silva ... Nat
Doris Dowling ... Gloria
Frank Faylen ... 'Bim' Nolan
Mary Young ... Mrs. Deveridge
Anita Sharp-Bolster ... Mrs. Foley
Lillian Fontaine ... Mrs. Charles St. James
Frank Orth ... Opera Cloak Room Attendant
Lewis L. Russell ... Charles St. James
Sceneggiatura: Billy Wilder, Charles Brakett dal romanzo di Charles Jackson
Fotografia: John F. Seitz
Montaggio: Doane Harrison
Scenografia: Hans Dreier, Earl Hedrick, Bertram Granger
Costumi: Edith Head
Trucco: Wally Westmore
Musiche: Miklòs Ròzsa dirette: Victor Young
Produttore: Charles Brackett per la Paramount
Anno: 1945 Nazionalità: USA b/n 101 min.
4 Oscar: miglior film, regia, attore (Milland), sceneggiatura
2 Nomination: miglior fotografia in bianco e nero, montaggio, colonna sonora
3 Golden Globe: miglior film, regia, attore (Milland)
2 Premio a Cannes: Gran Premio del Festival per miglior film, attore (Milland)
3 New York Film Critics Circle: miglior film, regia (Wilder), attore (Milland)
1 National Board of Review: miglior attore (Milland)




Don Birnam (Milland), un aspirante scrittore alcolizzato, si ubriaca invece di passare il weekend con suo fratello Wick (Terry), nonostante si sforzi dal dissuaderlo insieme con Helen (Wyman), la ragazza che ama. Don si abbandona ad ogni espediente per procurarsi del denaro e viene internato in un ospedale dove ha incubi terrificanti.

Wilder dovette lottare per realizzare il film così scabro e non consolatorio, in un periodo in cui l’ubriacone era, al massimo, un personaggio comico. Fino a questo momento film sull’alcoolismo erano sempre stati trattati con poco interesse e in maniera superficiale. Girato tra autentici esterni (gli squallidi bar di una New York assolutamente priva di glaumour) e tipici interni hollywoodiani da studio. Dopo aver letto il bestseller di Charles Jackson sul treno che lo portava da New York a Los Angeles , Wilder immediatamente telefonò al soggettista Charles Brackett, suo collaboratore abituale, per aprire le trattative per la realizzazione cinematografica. La scena della famosa camminata sulla Third Avenue di Milland in cerca di un banco di pegni venne realizzata in un sol giorno con delle cineprese nascoste. La sequenza della “Hangover Plaza” vennero davvero filmate nell’ospedale Bellevue. Il bar di P.J.Clark della 55esima strada est fu usato come il bar preferito di Birnan, ma a metà delle riprese dovette essere ricostruito a Hollywood perché a New York un’improvvisa nevicata dicembriana aveva compromesso l’ambientazione di un’estate torrida. Milland venne preferito a José Ferrer dalla Paramount, la quale esigeva che un alcolizzato sull’orlo dell’autodistruzione avesse almeno la faccia da bravo ragazzo: Wilder fu ugualmente soddisfatto. Giorni perduti venne proiettato in anteprima a Santa Barbara, in California, ma fu un fiasco clamoroso. Al posto della drammatica colonna sonora di Ròzsa, lo studio aveva frettolosamente inserito delle musiche di repertorio assolutamente inadatte. Wilder allora sotto le armi, ma Brackett e Ròzsa convinsero la Paramount a cambiare le scelte musicali, e fu un trionfo. Raccapricciante la scena dell’incubo. Uscì nelle sale il 16 novembre 1945 e costò 1.250.000 dollari, ne incassò 4.300.000 solo negli Stati Uniti.




























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