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INTRIGO INTERNAZIONALE

(North by Northwest)




Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Cary Grant ... Roger O. Thornhill
Eva Marie Saint ... Eve Kendall
James Mason ... Phillip Vandamm
Jessie Royce Landis ... Clara Thornhill
Leo G. Carroll ... The Professor
Josephine Hutchinson ... Mrs. Townsend
Philip Ober ... Lester Townsend
Martin Landau ... Leonard
Adam Williams ... Valerian
Edward Platt ... Victor Larrabee
Robert Ellenstein ... Licht
Les Tremayne ... Auctioneer
Philip Coolidge ... Dr. Cross
Patrick McVey ... Sergeant Flamm - Chicago Policeman
Edward Binns ... Captain Junket
Ken Lynch ... Charley - Chicago Policeman
Sceneggiatura: Ernest Lehman
Fotografia: Robert Burks (Technicolor, VistaVision)
Montaggio: George Tomasini
Scenografia: Robert Boyle, William A. Horning, Merril Pye, Henry Grace, Frank McKèlvey
Costumi: Harry Kress
Trucco: William Tuttle
Musiche: Bernard Herrmann
Produttore: Alfred Hitchcock per la Metro-Goldwyn-Mayer
Anno: 1959 Nazionalità: USA colore 136 min.
3 Nomination: miglior soggetto e sceneggiatura, scenografia e arredamento a colori (arr. Grace, McKélvey), montaggio
1 David di Donatello: miglior attore straniero (Grant)




L’agente pubblicitario newyorchese Roger O.Thornhill (Grant) viene scambiato per l’agente segreto Kaplan e rapito dagli uomini di PhillipVandamm (Mason), che tentano di ucciderlo. Dopo aver passato altre disavventure, Thornhill ricerca Kaplan. Su un treno incontra l’affascinante Eve Kendall (Saint).

Suspense e colpi di scena a ripetizione come il finale, in cui i due si arrampicano sui ritratti dei presidenti americani scolpiti sul monte Rushmore, è passato alla storia. Ma ancora più magistrali sono i sette minuti senza dialogo che precedono l’attacco a Thornhill, solo in mezzo alla prateria, da parte di un biplano: una lezione di suspense inarrivabile, dove vengono ribaltati tutti i cliché della paura (il buio, ambiente senza via di uscita) e la tensione nasce dalla mancanza di quegli elementi che provocano angoscia. Studiato da psicologi, psicoanalisti, semiologi e critici d’ogni specie, diverte ed emoziona anche dopo l’ennesima volta che lo si vede. Tutti i temi hitchcockiani (i giochi delle apparenze, gli scambi di persona, l’itinerario iniziatico della coppia, l’ambiguità della figura femminile), una grande intelligenza e un umorismo sottile sono profusi in ogni inquadratura: di certo tra i migliori di Hitchcock di sempre, abilmente sceneggiato da Lehman. Proprio con lo sceneggiatore Hitchcock aveva contemplato, nella fase dello di realizzazione, uno dei titoli da dare al film “L’uomo sul naso di Lincoln” e il regista aveva concepito una scena irriverente (mai girata) in cui il protagonista si nasconde in una narice di Lincoln e viene colto da un eccesso di starnuti. A proposito dell’immagine finale del treno che entra in galleria (dopo che con uno stacco audacissimo Eva, appesa nel vuoto del monte Rushmore, fa ogni sforzo per mettersi al sicuro e...finisce nella cuccetta di un wagon-lit accanto a Thornill, come nella prima scena in cui l’ha incontrato), Hitchcock ha detto: ”E’ il finale più impertinente che abbia mai girato”. Il titolo, mai tradotto letteralmente in nessun paese, indica una direzione inesistente. Hitchcock si vede subito dopo i titoli di testa, mentre cerca di prendere un autobus, che gli chiude le porte in faccia. La villa dell’inquietante Philip Vandamm (Mason), riproduce una creazione dell’architetto Frank Lloyd Wright. Perfetto Grant nella parte dell’agente pubblicitario, la cui parte per un primo tempo era stata pensata per James Stewart. I raffinati titoli di testa sono di Saul Bass. Hitchcock ha ricevuto 4 milioni di dollari di budget per realizzarlo e un salario di 250.000 dollari con il 10% lordo, qualora il film avesse superato gli 8 milioni di dollari ai botteghini. Il film ha guadagnato 6.500.000 di dollari all’uscita, per poi incassare 14 milioni di dollari. Uscì nelle sale il 17 luglio 1959.






























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